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Data: 11/03/2010

L'ipotesi di riservare nel prossimo futuro via Grande al transito dei soli residenti, ciclisti e mezzi pubblici rappresenta un potenziale ibrido che rischia di creare più di un malcontento tra gli utenti della strada livornesi. Se di area pedonale si vuole parlare, citando le più grandi città europee, dobbiamo cercare di ispirarci a queste. Quando si menzionano le aree pedonali si pensa a zone prive di traffico a tutti gli effetti, nelle quali non ci sono auto di residenti, non ci sono che pochi autobus ad emissione zero In genere poi si tratta di zone di interesse storico e sicuramente non sono contemplate direttrici come quella nella quale può essere classificata a nostro avviso via Grande. In ogni caso, l'AC Livorno conferma di essere favorevole allo sviluppo organico di un indirizzo preciso in materia di piste ciclabili adottato dall'Amministrazione locale. Ben vengano infatti questi spazi dedicati nell'ottica di uno stimolo all'uso del ciclo, anche se la condizione imprescindibile resta quella che gli sforzi economici e logistici compiuti per l'allestimento di queste piste non debbano comunque incidere in maniera negativa sui piani che riguardano un tema cruciale come quello della viabilità e della sicurezza .
Ciò che preoccupa maggiormente il nostro Ente è la carenza già attuale nei collegamenti tra le arterie stradali che si snodano lungo la costa e quelle più interne. Complice anche la possibile chiusura di corso Mazzini, l'altrettanto futuribile regolamentazione di via Marconi e il citato stop in via Grande, le direttrice mare-terra diverrebbero così quasi un’utopia , sovraccaricando ad esempio una direttrice già castigata non poco sotto il profilo del traffico come via della Cinta Esterna in zona San Marco . Se si considerano anche le condizioni già precarie nelle quali versano attualmente altre arterie principali come la mitica Variante e la vecchia Aurelia, l'idea anche solo parziale di pedonalizzazione in via Grande risulta decisamente rischiosa. Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di ricorrere all'indirizzo del traffico verso via degli Avvalorati ma il contemporaneo prezzo da pagare sarebbe quello legato alla rinuncia dei numerosi posti auto attualmente disponibili.
L' AC Livorno intende allora attestarsi come di consueto su posizioni non meramente critiche ma anche propositive, gettando un sasso nello stagno. Perché non realizzare in primis un parcheggio sotterraneo che si estenda lungo l'intera area di piazza Grande ivi compreso il palazzo Grande, per arrivare a coprire la piazza come era prima del 'nobile interrompimento'? Grazie alla realizzazione di un parcheggio così concepito potremmo ridare ossigeno alle numerose attività commerciali e allo stesso tempo limitare il traffico scaturito dalla ricerca di un posto auto. Limitando il numero di vetture in movimento, si combatte allo stesso tempo con efficacia il fenomeno dell'inquinamento e delle polveri sottili. La via da percorrere con decisione, fermezza e convincimento e’ infatti quella che porta alla realizzazione di posti auto, siano questi sotto o sopra terra. La nostra non vuole essere una critica a priori ma solo un supporto tecnico da parte dell'Amministrazione locale, nell'ottica dello sviluppo di un proficuo e sempre più fitto scambio di informazioni. Le difficili sfide proposte dai futuri e fisiologici mutamenti del piano del traffico necessitano difatti della massima collaborazione da parte di tutti, nel quadro di un vero e proprio 'gioco' di squadra tra tutti gli addetti ai lavori e i soggetti interessati ad un tema tanto delicato quanto attuale e caro all'intera città e su questo diamo merito all’assessore Bettini di un corso con coinvolgimenti tecnici e non che aprono ad una visione più ampia delle problematiche .