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I dissuasori della sosta all’ex Jolly sempre più pericolosi

Ancora un urto contro i pali anti parcheggio intorno al fu Teatro Margherita: troppo bassi e mal segnalati

Data: 09/01/2018

I dissuasori della sosta all’ex Jolly sempre più pericolosi

I dissuasori di velocità, soprattutto nelle forme e con le modalità con cui sono stati posti generalmente in essere a Livorno (ferro, passaggi pedonali rialzati di 17 cm, barriere di protezione interrotte, ecc.) rappresentano un pericolo oggettivo per gli utenti della strada.

Nella fattispecie, quelli di recente installati tra Via Verdi, via degli Apostoli e via Michon a protezione del perimetro dell’edificio fresco di ristrutturazione che ospitava l’ex Teatro Margherita prima e il già cinema Jolly poi, ammessa e non concessa l’effettiva necessità della loro posa in opera, si sarebbero dovuti utilizzare materiali plastici (peraltro previsti dalle norme), ovviamente meno pericolosi. I restringimenti delle corsie di transito per le automobili effettuati con cordoli, tralasciando gli effetti nefasti sulla circolazione, sono pericolosi così come costituisce una potenziale minaccia ogni barriera di qualsiasi dimensione, magari definita di protezione, posta senza il rispetto delle regole esistenti. A Livorno non conosciamo (perché non esistente) la classificazione delle vie urbane: la Direttiva Ministeriale 24/06/1995 emanata in base all'art.36 D.L. 392 impone ai Comuni (per meglio dire imporrebbe, da molto tempo) la redazione del piano di viabilità con la precisa classificazione delle strade.

Analogamente, le piste ciclabili realizzate (a Livorno in alcuni tratti di lunghezza anche inferiore ai 50 metri…) non rispettano in alcun modo la normativa vigente.

Siamo in presenza, e non da oggi, di sostanziali e gravi violazioni rispetto a quanto previsto dalle norme ministeriali e di un aumento oggettivo del grado di pericolosità della viabilità urbana. Amministratori del passato hanno spesso raggiunto livelli di insipienza notevoli: basti pensare alle assurde modalità di circolazione in Via Grande. Probabilmente, consapevoli della propria incapacità, non aggravarono la situazione con l'apposizione di ostacoli artificiali.

In un caso, dopo un incidente ed anche su nostra richiesta, si provvide alla rimozione degli ostacoli di plastica posti lungo via Grande.

Per alcuni amministratori locali invece, la sicurezza sulle strade pare restare un optional del tutto secondario: buche, talvolta di dimensioni ingenti, piste ciclabili subito degradate assolutamente non protette e che terminano spesso nel nulla, corsie ristrette e improbabili semafori su strade di grande traffico rappresentano la triste normalità. E tutto accade in totale spregio delle norme esistenti (anche molto precise e dettagliate) che porrebbero sempre e comunque la sicurezza al primo posto. Non c’è bisogno di ammonire riferendosi a fatti di cronaca nera analoghi e recenti: su tutti, l’incidente mortale occorso all’altezza di Piazza del Pamiglione nel maggio dello scorso anno, vittima una scooterista caduta contro i blocchi di cemento discontinui posti lungo il bordo della strada (e malgrado questo tragico precedente, ancora oggi presenti).

Ostacoli artificiali, di qualsiasi tipo essi siano, restano quindi innegabilmente dei pericoli oggettivi per la circolazione sicura.

Riccardo Heusch e Virgilio Marcucci

Presidenti Commissione Traffico e Mobilità / Tutela dei diritti automobilisti

Nella foto, il paletto rimasto a terra dopo l'urto presumibilmente contro un'auto