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Il ritorno dei cordoli: il futuro della mobilità livornese è già un flop pericoloso

Il progetto annunciato a fine 2018 dall’Amministrazione locale ha i requisiti per fallire ancora prima di diventare operativo

Data: 07/01/2019

Il ritorno dei cordoli: il futuro della mobilità livornese è già un flop pericoloso

Ci sembra che le dichiarazioni di fine anno dell'Amministrazione Comunale in tema di traffico e mobilità, per la cittadinanza e per gli utenti della strada livornesi, più che un augurio per una migliore fruizione futura rappresentino piuttosto una seria minaccia alla loro possibilità di spostamento in ambito urbano.

Nella lista dei progetti prossimi a partire difatti, al primo posto pare esserci la volontà di costellare alcune tra le principali arterie del centro città di cordoli finalizzati alla separazione dei flussi traffico tra mezzi privati e pubblici. Tali manufatti però hanno già dimostrato, anche nel passato più recente, di essere alla fine dei conti un concreto pericolo alla circolazione in sicurezza, rappresentando un potenziale ostacolo fisico difficile da evitare o sormontare in primis per le categorie considerate più deboli, pedoni inclusi.

Ad esempio, una delle criticità principali dei delimitatori in gomma in rilievo è che spesso sono ignorati dagli automobilisti, i quali, anche involontariamente, con le loro traiettorie stringono pericolosamente ciclisti e motociclisti contro questo impedimento. Non solo: i cordoli possono nascondere un insidioso effetto boomerang anche per le stesse quattro ruote. Le auto moderne hanno installato servosterzi diventati ormai sensibilissimi a ogni input di movimento: diventa quindi sufficiente anche solo sfiorare il cordolo con un pneumatico affinché la vettura venga respinta con decisione nella direzione contraria, con il rischio per il guidatore di perdere il controllo del mezzo e magari per giunta invadere la carreggiata o il marciapiede opposto.

Alla pari di quella di tutti gli ostacoli artificiali in generale, l’apposizione dei cordoli in questione sarebbe poi teoricamente a sottoporre a norme precise, esplicitate con chiarezza nel Codice della Strada. Tali indicazioni tecniche però sono spesso disattese dagli Amministratori locali nella traduzione di quanto posizionato in realtà sull’asfalto: anche in questo caso livornese, sussiste il più che probabile rischio che non si riesca a fare eccezione in positivo.

Via Gramsci, Via Cogorano, Via Marradi, Via Roma, Via Calzabigi, eccetera: queste le strade che sarebbero interessate dal ‘progetto cordoli’ annunciato a mezzo stampa dal Comune, il tutto in violazione delle più elementari norme di sicurezza.

Virgilio Marcucci e Riccardo Heusch

Presidenti Commissioni Tutela Diritti Automobilisti / Traffico e Mobilità