Un unico numero verde per richiedere i servizi ACI, attivo 365 giorni l'anno 24 ore su 24. Tutti i Numeri Utili
Homepage » Camperisti » Camper & Go (Le prossime iniziative) » Tunisia: l'altra faccia dell'Africa (24 febbraio - 24 marzo 2010)
L’Automobile Club Livorno ACI CAMPER propone un viaggio di quattro settimane in Tunisia. L’itinerario è stato scelto con fantasia, la ricognizione fatta con calma e ogni dettaglio è stato esaminato con molta cura. Possiamo quindi calarci in tutta tranquillità nelle magiche atmosfere Africane, dove si gode già un bel tepore e il profumo del gelsomino e della zagara, quando da noi è ancora inverno pieno.
Entreremo nell’anima di questo paese facendoci guidare dalla storia, ma anche dalla curiosità e dalle leggende… Ci perderemo nei souk, inseguiremo miraggi. Andremo alla ricerca di veggenti che leggono il destino nelle rigorose simmetrie delle ombre sulle dune. Andremo indietro con la fantasia fino al tempo in cui le donne dei cartaginesi intrecciavano i cordami delle navi con le loro chiome recise, fino al tempo in cui il deserto era una immensa distesa verdeggiante. Vivremo questa terra alla grande, da protagonisti, per scolpire bene questo mese tra i nostri più emozionanti ed interessanti ricordi di viaggio. E ora concentriamoci sulla lettura del
PROGRAMMA
Mercoledi 24 /2 Civitavecchia
Ritrovo presso il porto di Civitavecchia alle 12.00, imbarco e partenza alle 16.00 per Tunisi La Goulette
Giovedi 25/2 La Goulette – Bizerta (60 km)
Arrivo al Porto di Tunisi la Goulette e partenza alla volta di Bizerta.
Venerdi 26/2 Bizerta - Lago Euchkeul (20 km)
Cominciamo le nostre visite da Bizerta, oggi una città nuova ma che segue il vecchio impianto viario a reticolo e possiede lo strano fascino che deriva dalla sobrietà. La città antica è cinta da mura ed ha ancora il porto originale, che fu costruito per essere una grande base navale e militare del Mediterraneo.
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la più importante riserva tunisina di uccelli migratori.
Sabato 27/2 Lago Ichkeul - Tabarka (km 110)
Scopriamo il lago Ichkeul dove si radunano per svernare una gran quantità di uccelli che provengono dal Nord Europa, ed è un vero e proprio paradiso per ornitologi. Vedremo anatre, oche, folaghe , aironi, garzette e poi cicogne, spatole,aquile di mare fenicotteri rosa, ed altri . Per apprezzarli meglio non dimentichiamo di mettere in camper il binocolo. Lasciato il lago procediamo per Tabarka attraverso la tranquilla cittadina di Sejnane che vive di agricoltura e di industria mineraria , ma produce anche degli oggetti di ceramica dallo stile inconfondibile.
Domenica 28/2 Tabarka – Chemtou (km 80)
Tabarka è immersa in un scenario che ha tutto quanto di meglio si può cercare in un paesaggio. I monti della Crumiria cedono improvvisamente il passo a una fertile pianura e a un porto naturale, dominato dall’alto dal Forte Genovese, usato già dai Cartaginesi.
In epoca romana Thabarca fu lo scalo da cui si esportava il marmo estratto dalle montagne di Chemtou. Oggi la ricchezza della città deriva principalmente dal corallo, dal sughero delle foreste di querce a ridosso della città e dalla pesca.
Il famoso corallo di Tabarka, è sempre stato uno degli articoli di lusso esportati dal Nord Africa in Europa. E’ quello rosso del Mediterraneo, che nei secoli ha sempre impreziosito i più importanti gioielli. Ricordiamo alle signore che qui i prezzi sono veramente molto più convenienti che altrove e c’è una grande scelta.
Ci dirigiamo poi verso Chemtou attraverso le foreste da sughero e i rilievi di Ain Draham, una delle zone boscose più estese della Tunisia.
Le foreste ospitano una ricca avifauna nidificante : picchi rossi, verdi, merli crocieri, ghiandaie…
Ain Draham “fonte d’argento” e situata a 800 metri. sul livello del mare e vanta un clima molto piacevole. Il contrasto tra pendii ricoperti di verde e case dai tetti rossi è abbastanza europea da far quasi sembrare fuori posto il minareto.
Ci fermiamo a Chemtou, un tempo famosa in tutto l’impero romano perché vi si estraeva il marmo numidico, una varietà rossa, gialla e rosa molto apprezzata. All’epoca di Ottaviano Augusto, i romani dichiararono le cave di marmo proprietà imperiale, da cui conseguì la costruzione di una intera città e nacque un’ industria talmente specializzata che era in grado di incidere su ogni singolo blocco i nomi dell’imperatore, del console in carica e dei funzionari locali e anche il numero progressivo di estrazione del blocco stesso.
Lunedi 1/3 Chemtou - Bulla Regia - Dougga (km 135)
La mattina si arriva a Bulla Regia, uno dei siti romani più straordinari del mondo. Le ville sotterranee, che sono la sua particolare caratteristica, furono costruite per personaggi molto ricchi e sono rimaste esempi unici in tutto l’Impero Romano. Altrettanto straordinari sono i bellissimi mosaici lasciati in situ, ora più che mai rari, da quando i musei si sono impossessati di tutti i pezzi migliori.
Qui vedremo le case del Tesoro, del Pavone, della Caccia, della Pesca e di Anfitrite, senza mancare il Foro, il Teatro e le Terme. Nel pomeriggio percorreremo l’altopiano del nord ovest fino a Dougga.
Martedi 2/3 Dougga – Makthar - Kairouan (km 230)
Il sito romano di Dougga è allo stesso tempo il più grande e il più sensazionale della Tunisia. Nel 1997 la città è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità. Nel II secolo a.c. era la città del re di Numidia Massinissa, che appoggiò i Romani nell’ultima guerra contro Carthagine. Tra i monumenti più suggestivi di Dougga andremo a scoprire il Teatro restaurato di recente, la Piazza dei Venti, il Capitolium, il Tempio di Mercurio, il Foro, l’Arco di Settimio Severo, l’Arco di trionfo di Alessandro Severo e il Mausoleo Libico-Punico.
In fine mattinata percorreremo la regione del Tell in direzione dell’antica Maktar.
Qui seguiremo un sentiero che dal piccolo museo porta al Foro, all’Arco di Traiano, e all’Anfiteatro.
Uscendo da Maktar verso Kairouan, incontreremo piccoli villaggi che nel XVIII secolo ebbero la particolarità di rimanere fuori dal controllo del governo centrale di Tunisi, quindi in serata arriveremo a Kairouan, la quarta Città Santa del mondo musulmano dopo la Mekka, Medina e Gerusalemme. La moderna Kairouan è un fiorente mercato agricolo, soprattutto di albicocche e mandorle, e un importante centro di produzione di tappeti e sigarette, ma resta comunque una città profondamente religiosa.
Mercoledi 3/3 Kairouan ( km.0)
La mattina è dedicata alla visita dei più importanti monumenti di Kairouan, la grande Moschea di Sidi Oqba, il Mausoleo di Abou Zamaa El Balaoui, il bacino degli Aghlabidi e a una interessante cooperativa che produce tappeti dove sono esposti gli esemplari di tutti i tipi tradizionali tunisini annodati e tessuti, produzione di cui Kairouan è capitale.
Poi andremo a spasso per la Medina che è il luogo in cui si concentra gran parte della vita sociale della città. Le possenti mura in pietra color cipria che la circondano e la difendono sono lunghe più di tre chilometri e fortificate con numerose torri.
Giovedi 4/3 Kairouan – Sbeitla (Km. 106)
Lasciamo Kairouan per Sbeitla, la capitale tunisina dalla vita più breve, con il suo sito romano di Sufetula che si trova in una pianura di scarso interesse panoramico, ma che vanta il complesso di templi meglio conservato nel paese. Visiteremo il Fortino Bizantino, le Terme, la Chiesa di San Severo, il Teatro, le Basiliche e il Foro a cui si accede attraverso una Porta Monumentale.
Venerdi 5/3 Sbeitla - Gafsa (km 140)
Dopo un tragitto tra le steppe ci dirigiamo verso Gafsa dove nel 107 a.c. il Console romano Mario conquistò al turbolento re Giugurta quella che allora era una città numidica. Gafsa oggi è la capitale economica e amministrativa del Jerid, i cui fosfati svolgono un ruolo cosi importante nell’economia nazionale.
Sabato 6/3 Gafsa – Metlaoui - Oasi di Montagna (Km 110)
Partiamo per la visita di Selja a bordo di un treno speciale, il Lézard Rouge, ancora tappezzato di velluto, originariamente usato dal Bey, il rappresentante del sultano ottomano in Tunisia.
Il pomeriggio invece è dedicato all’ escursione nelle incantevoli oasi di montagna, al confine con l’Algeria, che sono senz’altro le più belle del paese, Tamerza e Chebika con le loro vecchie case di argilla e pietre, abbandonate dopo le inondazioni torrenziali del 1969 e Midès con la sua profonda e impressionante gola. Nell’oasi di Midès le palme forniscono l’ombra per i rigogliosi melograni che, a loro volta, riparano gli alberi di aranci e limoni.
Domenica 7/3 Oasi di Montagna – Tozeur (km 70)
Oltre Chebika la strada passa per un angolo dello Chott el Gharsa, una distesa salata uniforme sotto il livello del mare. Come per lo Chott el Jerid, non si tratta di un lago vero e proprio, anche se i frequenti miraggi possono farlo apparire tale. E’ a malapena coperto d’acqua solo dopo rare piogge abbondanti. Sul lato opposto dello Chott, El Hamma du Jerid, con le sue sorgenti e le 11.000 palme, indica l’inizio delle grandi oasi che circondano Tozeur.
La principale attrazione di Tozeur è la sua Grande Oasi che con circa 200.000 piante di palma copre ben 10.000 metri quadrati. Delle 120 varietà di palme da dattero che vi si trovano, la più pregiata è la deglat ennour, cioè “dita di luce”, chiamata così per la semitrasparenza del frutto maturo. A Tozeur e Nefta ogni anno si producono 1000 tonnellate di frutti di cui la maggior parte viene esportata in Europa durante il periodo natalizio. A conclusione della giornata ci aspetta una serata speciale in mezzo all’Oasi con una bella cena tipica accompagnata da spettacoli folkoristici, ballo, musica e canti.
Lunedi 8/3 Tozeur - Nefta - Tozeur ( Km 50)
Eccoci a Tozeur la cui parte più antica, il quartiere di Ouled el Hadef, risale al XIV secolo ed è un posto fantastico per vagabondare e perdercisi dentro. Le mura delle case dei quartieri centrali sono rivestite di mattoni rosati disposti con una geometria artistica, sporgenti e rientranti, secondo una tecnica unica e un disegno simile a quello dei tappeti. Pur essendo senza finestre, lasciano passare la luce, mitigano la temperatura e tutelano la privacy, cosa fondamentale in Tunisia, tanto che una legge del XV secolo promulgata da un tale Sidi Khalil recitava che “ognuno può arrampicarsi sulla propria palma da dattero, ma solo se precedentemente informa il vicino della cui casa potrebbe ottenere la vista”.
Nella zona turistica della città c’è il museo Dar Chraeit, che riproduce fedelmente la vita quotidiana e ospita anche tesori un tempo appartenuti al Bey.
Lasciato Tozeur dopo aver percorso per 25 Km una zona piatta e arida, l’apparizione dell’oasi di Nefta è davvero uno choc. Non la si nota immediatamente, perchè i grigi edifici al margine della città in un primo momento la nascondono, ma poi all’improvviso appare in tutta la sua vastità. Nefta è uno dei centri religiosi più importanti della Tunisia, tradizionalmente legata alle confraternite mistiche del sufismo.
Martedi 9/3 Tozeur (km 0)
Siamo alla metà del nostro viaggio e ci concediamo un giorno di pausa da dedicare a noi stessi e ai nostri camper. Potremo rifornire i frigoriferi, andare in lavanderia e dal parrucchiere o concederci un fantastico e rigenerante bagno turco.
Mercoledi 10/3 Tozeur – Douz (km 140)
Lasciando il paese delle palme da dattero, ci dirigiamo verso Chott El Jerid dove la strada principale scende al livello del mare e nel punto in cui si attraversa lo Chott, offre una vista perfetta della pallida distesa di sale e sabbia. Nelle ore più calde del giorno compaiono i miraggi e il lago salato diventa una terra da sogno surreale e fantastica. Nel sud del paese i Chott sono tre El Fejjej, El Gharsa e il più esteso El Jerid e coprono insieme una superficie di quasi 7000 chilometri quadrati. Una volta la traversata di questi Chott si faceva solo a dorso di dromedari, oggi invece esiste un percorso asfaltato, costruito dall’Esercito Tunisino, che collega Tozeur a Kebili. Superata quest’ultima città, la strada si dirige a sud lungo il margine del Grande Erg Orientale. Finalmente si respira l’atmosfera del deserto sahariano. Arriviamo a Douz, per definizione la porta del deserto, dove sono stati realizzati numerosi set cinematografici per girare alcune produzioni RAI e anche episodi di certi grandi film come Te nel Deserto e Il Paziente Inglese. Qui per i più audaci c’è la possibilità di affrontare le dune di sabbia sia con il quad che a dorso di dromedario, oppure di provare un brivido speciale su un aereo ultraleggero o in mongolfiera, sorvolando il deserto e l’oasi di Douz.
Giovedi 11/3 Douz – Ksar Ghilane (km 100)
Oggi è giovedì. Abbiamo fatto in modo di arrivare qui in occasione del più clamoroso mercato del sud tunisino. E’ suddiviso in due settori: uno è il mercato del bestiame con cammelli, asini, galline, cavalli, pecore…L’altro è il souk vero e proprio dove c’è tutta la più bella frutta e verdura della regione e poi il settore dei macellai, dei venditori di dolci, pasta di mandorle, olive, spezie, specialità locali, tessuti, abbigliamento e ogni altro genere immaginabile. C’è anche un interessante gruppo di fabbri che sul momento forgiano di tutto, chiodi, utensili, ferri di cavallo, insomma si supera anche la fantasia più spigliata. Per gli appassionati di fotografia è una occasione veramente ghiotta. Douz è da sempre il tradizionale punto di partenza per il deserto e vi si incontra gente particolarmente serena e ospitale.
Facciamo le provviste necessarie, si lasciano i camper al sicuro e si affronta il deserto in fuoristrada 4x4 diretti a Ksar Ghilane passando per El Bibene, una bellissima oasi tipicamente sahariana ricca di giardini rigogliosi al limite fra l’hamada, deserto di pietre e l’erg, deserto di sabbia. Un tempo Ksar Ghilane era un punto strategico, tanto che i Romani vi costruirono un forte, che faceva parte del Limes Tripolitanus. Entrati nell’oasi, la prima cosa che si incontra è il monumento alle truppe africane e francesi agli ordini del generale Leclerc, che passò di qui nel 1943 mentre era al Lago Ciad, facendo più di 2000 chilometri a piedi attraverso il deserto, per ricongiungersi alle forze del Commonwealth comandate dal generale britannico Montgomery, pronte a sferrare un attacco sulla linea Mareth.
La sera, dopo una cena caratteristica, dormiamo sotto le stelle in tende proprio come quelle dei nomadi con la differenza che, pur essendo nel deserto, avremo brande e servizi. Ci aspetta un’esperienza veramente unica .
Venerdi 12/3 Ksar Ghilane – Douz – Matmata (km 200)
Lasciando la parte più a sud del nostro tour, la più prossima alla Libia, torniamo fino a Douz dove riprenderemo i nostri camper per raggiungere il caratteristico villaggio di Matmata. Qui alcune famiglie berbere vivono ancora in abitazioni sotterranee, come un tempo gli antichi Romani di Bulla Regia. Già durante gli anni 70, quando in questa zona fu girato il film Guerre Stellari, molti abitanti vivevano da tempo in case convenzionali. Chi però tuttora possiede qualche tipico alloggio sotterraneo, preferisce tenersela a meno che proprio non sia a rischio di allagamento.
Qui una visita e una pausa panoramica sono d’obbligo.
Sabato 13/3 Matmata – Toujane – Tataouine - Chenini (Km.150)
Prendiamo la strada a sud est di Matmata che porta fino a Metameur attraverso il particolare villaggio berbero di Toujane. Lungo il percorso si incontrano due bellissimi punti panoramici , uno sulla pianura costiera che spazia fino al mare e l’altro verso il villaggio.
Ed eccoci allo ksar di Meutameur, vecchio di sei secoli, che si staglia isolato in basso con la sua silouhette spettacolare. E’ piccolo, ma assai ben conservato.
Dopo una giornata già piena di emozioni ecco l’ultima: arriviamo a Foum Tataouine “la bocca delle sorgente” che evoca l’immagine di un avamposto nel deserto.
Domenica 14/3 Chenini - Ksar Hdada - Ben Gherdane (km 115)
Tataouine di per sé non ha un grande interesse storico, ma nel raggio di 25 chilometri racchiude alcuni dei siti più straordinari della Tunisia.
Chenini è ancora più bella e, specie se ammirata da una certa distanza, appare perfettamente mimetizzata nella montagna. E’ come una composizione costituita da abitazioni rupestri, scavate intorno a uno scosceso picco roccioso sormontato dai resti della fortezza Kala.
Ksar Hdada è uno ksar che non serve più, come in origine, per immagazzinare il grano. Una parte è stata in passato utilizzata come originalissimo hotel e poi come set cinematografico.
Nel pomeriggio prendiamo la strada per Ben Gherdane ultima località importante prima del confine libico.
Lunedi 15/3 Ben Gherdane – Zarzis – Djerba (km 115)
La principale attrazione di Ben Gherdane è il grande Mercato Libico, colorato, animatissimo e affatto turistico. E’ un vero grande mercato destinato alla popolazione locale e c’è di tutto. Ci sono merci che provengono generalmente della Libia e dall’Egitto vendute su bancarelle o anche direttamente in terra o nei furgoncini. Ce lo godremo senza fretta e con pochi soldi potremo fare acquisti originalissimi.
Lungo la strada incontreremo alcuni posti di blocco di polizia, numerosi cambiavalute che sventolano mazzette di denaro ai veicoli che passano e inenarrabili venditori di carburante.
Attraversiamo Zarzis, ci dirigiamo verso l’isola di Djerba passando per El Kantara, il lungo ponte di origini Romane e ci fermiamo al piccolo villaggio di Guellala, roccaforte isolana della lingua berbera e altro importante centro per la produzione artigianale di ceramiche.
Proseguiamo poi per la Sinagoga di El Ghirba che, intorno al trentatreesimo giorno dopo l’inizio della pasqua ebraica, è meta dei pellegrini provenienti da tutto il nord Africa e dall’Europa.
Concludiamo la giornata con una bella passeggiata per le strade di Houmt Souk, capoluogo dell’’isola.
Andiamo a spasso per la città senza un itinerario preciso in mezzo all’intricato dedalo di costruzioni bianche con le porte e le finestre dipinte di azzurro, fino al porto della Marina dove abbiamo organizzato una bella cena tipica a base di pesce freschissimo.
Martedi 16/3 Djerba ( km 20)
Giornata di relax dedicata alla scoperta del centro “Djerba Explorer” ricco di storia, con costumi tipici e una perfetta ricostruzione di un “menzel” una classica abitazione berbera con tutto il necessario per la normale vita di ogni giorno della popolazione locale dal XIV secolo fino a oggi.
Mercoledi 17/3 Djerba – Gabes - Sfax (Km. 280)
Lasciamo la leggendaria terra dei Lotofagi a bordo di un traghetto che porta da Ajim a El Jorf con una traversata di circa mezz’ora. Gli amatori dell’hennè possono rifornirsi nel piccolo ma ben fornito mercato di Gabes, unica oasi marittima della Tunisia, considerata attualmente la terza città industriale del paese, base della lavorazione dei fosfati e di raffinerie di petrolio.
A fine pomeriggio arriviamo a Sfax che mostra assai poco interesse per il turismo. Si tratta infatti di una delle città più ricche e fiorenti del paese. Per conoscerla e renderci conto del tenore di vita degli sfaxi ne visitiamo la bella Medina.
Giovedi 18/3 Sfax - El Jem – Monastir - Sousse (km 170)
Di prima mattina prendiamo la strada verso il più spettacolare dei monumenti costruiti dai romani in Africa. La sua imponenza è accentuata dall’apparire improvviso in mezzo alla piatta pianura del Sahel. Ecco lo straordinario anfiteatro di El Jem, monumento che si è conservato meglio di qualsiasi altro nel suo genere.
Attiguo c’è un piccolo museo e, nel terreno circostante, gli scavi hanno portato alla luce le piante di abitazioni con peristilio e vivaci mosaici che raffigurano episodi mitologici, satiri e baccanti.
Il pomeriggio è dedicato a Monastir dove vedremo la fortezza di Ribat che risale al IX secolo dopo cristo.
Venerdi 19/3 Sousse - Port El Kantaoui ( Km. 30)
Sousse, la perla della Tunisia, spicca con la sua massa bianca di casette cubiche protette da un bastione merlato. Vanta un museo archeologico ricco di capolavori di arte antica che è parte integrante del suo centro storico, come pure la Medina dichiarata nel 1988 patrimonio dell’umanità.
Il pomeriggio, dopo una passeggiata nel porticciolo turistico di Port El Kantaoui ci prepariamo per una bella cena a El Kalla accompagnata dal mirabile spettacolo “Luci e suoni” rappresentato in lingua italiana.
Sabato 20/3 Sousse – Hammamet – Capo Bono – Tunisi (Km. 180)
Proseguiamo per Hammamet con una visita panoramica della città e del piccolo centro storico e poi per Nabeul, per una passeggiata e una sosta in una cooperativa di produzione delle caratteristiche ceramiche artigianali dove anche chi è più indeciso troverà da sbizzarrirsi.
Nel pomeriggio faremo il giro della penisola del Capo Bono, fermandoci al porto di pesca di Kelibia e infine raggiungeremo Kerkouane, il miglior esempio delle città puniche in Tunisia, ed El Haouaria, il punto dell’Africa il più vicino alla Sicilia. Da qui infatti partì la spedizione dal nord Africa al meridione d’Italia.
Domenica 21/3 Tunisi ( Km 10 )
Questa mattina è riservata alla visita del Museo Nazionale del Bardo, ubicato nell’ex palazzo reale del Bey, che ospita la più importante collezione archeologica di tutto il Maghreb. E’ un museo veramente ricchissimo per l’enciclopedica collezione di mosaici romani, la più vasta del mondo presentati e conservati al meglio.
Poi torniamo in città in visita alla Medina, anch’essa facente parte nel patrimonio mondiale dell’umanità, affollata di cupole, irta di minareti, perforata da bazar simili a gallerie. Una città a forma ovale cinta di mura, cambiata ben poco dai giorni in cui era una delle più grandi potenze commerciali del mediterraneo.
Vicino alle sgargianti cupole smaltate di Tourbet Laz sorge la notevole Moschea di Youssef Dey, risalente al 1616. Dietro Dar el Bey iniziano finalmente i vari “Souk”. Souk el Bey, grandioso con il suo largo portico colonnato, poi Souk des Chéchias, che attrae e incuriosisce, dove sono in vendita i caratteristici fez di feltro tunisini fabbricati con un complicato processo di cardatura, messa in forma e tintura. Attiguo c’è Souk el Attraine in cui si vendono essenze e profumi di ogni tipo. Avremo il tempo di gironzolare tra i vicoli dove è esposto per settore ogni genere di mercanzia, divertirci a fare shopping facendo strenue trattative con i venditori. Sarà l’occasione per comperare gli ultimi souvenir e per portare un ricordo ai nostri amici rimasti a casa. Passeremo di fronte alla grande Moschea nota come Jemaa Zitouna o Moschea dell’olivo perché sorge vicino all’albero sotto il quale il suo fondatore Hassen Ibn Nooman insegnava il Corano.
Lunedi 22/3 Tunisi (km 40)
Siamo praticamente alla fine della nostra avventura in terra d’Africa e concludiamo in bellezza visitando Cartagine e Sidi Bou Said. Nella prima visitiamo la Collina di Byrsa, che era il cuore della Cartagine punica dove sorgeva l’acropoli e che fu oggetto della furia dei romani quando la devastarono nel 146 a.c. Vedremo le rovine della città preromana e il Museo Nazionale dove viene presentata una rassegna completa che illustra la vita a Cartagine nel corso di oltre mille anni, poi, le imponenti terme edificate all’epoca degli imperatori Adriano e Antonino Pio, le più vaste fuori da Roma. Poi passiamo all’incantevole Sidi Bou Said, la località che da oltre due secoli e mezzo è ambita meta turistica ma che non ha mai perso il suo incanto ed ha ancora un fascino veramente speciale. Festeggiamo la conclusione del nostro viaggio con una cena di gala e spettacolo in un ristorante tipico a Tunisi.
Martedi 23/3 Tunisi (0 km)
In mattinata ci dirigiamo verso il porto a La Goulette e dopo le operazioni di frontiera, alle 13,00, partiamo per l’Italia.
Mercoledi 24/3
Tunisi (0 km)
Navigazione e rientro in Italia al porto di Civitavecchia.
Iscrizioni a numero chiuso
Automobile Club Livorno ACI CAMPER Pino e Annamaria Santacroce Tel.0586/428157 – 337/710182 fax 0586 950892
Email acicamper@acilivorno.it pinoesse@fastwebnet.it
IL PROGRAMMA POTRA’ SUBIRE VARIAZIONI E/O AGGIORNAMENTI